Monthly Archive for March, 2007Page 2 of 4

Terzo Capitolo

Deidre O’Neill, 37 anni, medico, conosciuta come Edda

Se un uomo che non conosciamo ci telefona, chiacchiera un po’, senza insinuare alcunché, senza dire nulla di particolare, riservandoci comunque un’attenzione che riceviamo di rado, quella sera siamo capaci di andare a letto relativamente innamorate. Noi donne siamo fatte così, e non c’è niente di sbagliato in questo: fa parte della natura femminile aprirsi all’amore con grande facilità.

E fu proprio questo amore ad aprirmi all’incontro con la Madre, a diciannove anni. Athena aveva la stessa età, quando entrò per la prima volta in trance attraverso la danza. Ma questa era l’unica cosa che avevamo in comune – l’età della nostra iniziazione.

Per il resto, eravamo totalmente e profondamente diverse, soprattutto nel modo di rapportarci con gli altri. Come sua maestra, ho sempre dato il meglio di me, affinché potesse sviluppare la propria ricerca interiore. Come sua amica (non sono sicura che il mio sentimento fosse corrisposto), ho cercato di metterla in guardia sul fatto che il mondo non è ancora pronto per le trasformazioni che voleva determinare. Ricordo che sprecai varie nottate di sonno prima di prendere la decisione di lasciarla agire con la massima libertà, seguendo unicamente ciò che le dettava il cuore.

Il suo grande problema era quello di essere una donna del XXII secolo che viveva, però, nel XXI – e lo rivelava a tutti. Ha pagato un prezzo? Senza dubbio. Ma avrebbe pagato un costo ben più alto, se avesse represso la sua esuberanza. Sarebbe stata amareggiata, frustrata, preoccupata di “ciò che penseranno gli altri”, e avrebbe continuato a ripetersi: “Prima risolverò queste faccende, poi mi dedicherò al mio sogno”, sempre lamentandosi del fatto che “le condizioni ideali non arrivano mai”.

Tutti cercano un maestro perfetto: ma si dà il caso che i maestri siano umani, benché i loro insegnamenti possano essere divini – ed è qualcosa che si stenta ad accettare. Non confondere l’insegnante con la lezione, il rituale con l’estasi, colui che trasmette l’elemento simbolico con il simbolo medesimo. La Tradizione è legata all’incontro con le forze della vita, e non con le persone che veicolano tutto ciò. Ma noi siamo deboli: chiediamo alla Madre di inviarci delle guide, mentre Lei ci offre soltanto dei segnali riguardo alla strada che dobbiamo percorrere.

Meschini coloro che ricercano i pastori, piuttosto che anelare alla libertà! L’incontro con l’energia superiore è alla portata di chiunque, ma è lungi da coloro che riversano sugli altri le proprie responsabilità. Il nostro tempo su questa terra è sacro, e noi dobbiamo celebrarne ogni momento.

L’importanza di tutto ciò è stata completamente dimenticata: persino le festività religiose sono diventate occasioni per andare al mare, al parco o nelle località sciistiche. Non ci sono più riti. Non si riesce più a trasformare le azioni ordinarie in manifestazioni sacre. Cuciniamo lamentandoci per la perdita di tempo, mentre potremmo trasmutare l’amore in cibo.

Lavoriamo pensando a quell’impegno come a una maledizione divina, mentre dovremmo usare le nostre abilità per trarre un godimento e diffondere l’energia della Madre.

Athena ha riportato alla luce il mondo ricchissimo che tutti abbiamo nell’anima, senza rendersi conto che gli uomini non sono ancora nella condizione di accettare i loro poteri.

Quando cerchiamo un senso per la nostra vita, o il cammino verso la conoscenza, noi donne ci identifichiamo sempre con uno dei quattro archetipi classici.

La Vergine (e non sto parlando di sessualità) è colei che persegue la propria ricerca attraverso una totale indipendenza, e tutto ciò che apprende è frutto della sua capacità di affrontare le sfide da sola.

La Martire scopre nel dolore, nelle difficoltà e nella sofferenza una maniera di conoscere se stessa.

La Santa rintraccia la vera ragione della propria vita nell’amore infinito, nella forza di dare senza chiedere nulla in cambio.
La Strega, infine, agisce alla ricerca del piacere completo e illimitato, arrivando a giustificare attraverso ciò la propria esistenza.

Athena è stata tutt’e quattro le figure contemporaneamente, mentre in genere una donna deve scegliere soltanto uno di questi archetipi femminili.

Certo, è possibile giustificare il suo comportamento adducendo il fatto che tutti coloro che entrano in uno stato di trance o di estasi perdono il contatto con la realtà. È un’affermazione falsa: il mondo fisico e il mondo spirituale sono la stessa cosa. Si può scorgere il Divino in ogni granello di polvere, e questo non ci impedisce di scacciarlo con un colpo di spugna. In qualsiasi caso, il Divino non si allontana: semplicemente si trasforma nella superficie pulita.

Athena avrebbe dovuto avere più cura di sé. Riflettendo sulla vita e sulla morte di quella discepola, è meglio che modifichi in qualche misura il mio modo di agire.

Il prossimo capitolo sarà on-line: 26.03.07

“Cari lettori, poiché non parlo la vostra lingua, ho chiesto alla casa editrice di tradurre i vostri commenti. Le vostre considerazioni sul mio nuovo romanzo sono molto importanti per me.”

Con affetto, Paulo Coelho